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Il Nero
En Roco



01. Il mare qui non lo vedo
02. A cadenza settimanale
03. Nel buio
04. Osservando il silenzio
05. Sei vento che non fugge
06. San Cipriano
07. Comodo comodo
08. Non so neppure dove andare
09. Tuttavia
10. Il nero
11. Ho sempre un’autostrada in testa


°M°087 – 12/23
CD


Il nero by En Roco


Enrico Bosio: chitarra e voce
Francesca Conelli: chitarra e voce
Francesca Sophie Giona: rhodes, tastiere e voce
Lorenzo Paul Santagada: batteria, percussioni e voci
Rocco Spigno: basso, rhodes e tastiere

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Bernardo Russo: tastiere, rhodes in San Cipriano, Ho sempre un’autostrada in testa, A cadenza settimanale
Lori Goldston: violoncello A cadenza settimanale, Sei vento che non fugge, Non so neppure dove andare
Tristan Martinelli tamburello in Il mare qui non lo vedo

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Registrato e mixato presso Studio K da Bernardo Russo
Mastering e revisione del suono Marco Ancona

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Grafica Matteo Casari
Ritratti Enrico Bosio
Stampato in Risograph GR3770 da TroppaTrama Print Lab

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Edito in collaborazione con Nos Label


L’impossibilità dell’amore può diventare ragione di vita e di ricerca dell’altro (Sei vento che non fugge).
Il viaggio notturno, oscuro e senza meta, può generare stupore e piacere della solitudine in attesa dell’alba (Non so neppure dove andare).
La notte può essere fonte anche di conforto (San Cipriano).
Attraverso il silenzio si cerca una via di fuga per uscire dal “cerchio scuro e fondo” che isola dagli affetti (Osservando il silenzio).
La tristezza di fronte all’impossibilità di prendersi cura dell’altro diventa ragione di rivalsa (Il nero).
Infine l’immaginazione, la possibilità di uscire fuori da sé, garantisce una soluzione alla paura (Ho sempre un’autostrada in testa).

Le undici canzoni affrontano uno stesso argomento da molteplici punti di vista.
Il titolo dell’album, Il nero, evoca il contorno gelido, oscuro, notturno, insondabile, inevitabile, che ognuno più o meno consapevolmente crea attorno a sé.
Un vuoto che può essere vissuto come un buco senza uscita o viceversa come un’occasione di risalita, l’inizio di un nuovo percorso personale per giungere a “vita nuova” (Nel buio); la noia di un quotidiano che si reitera senza tregua (Il mare qui non lo vedo), oppure il ripetersi di eventi che al contrario donano piacere (A cadenza settimanale).



Reviews

Passati attraverso Fosbury Records e Dischi Soviet Studio tornano in qualche modo a casa con un disco che riesce ad accarezzare le nostre anime con i suoi archi, i giri di chitarra e quell’amabile barcamenarsi fra country, jazz, pop italiano e bagnasciuga. Canzoni com carezze, lampi testuali colpi alla forma ed al contenuto, riuscendo a fare del pop di grandissimo livello con testi e produzioni curate e mai banali, senza sembrare altro che se stessi. Non sono andato a riascoltare quanto fatto dagli En Roco per prepararmi all’ascolto ma mi sono invece affacciato online per catturare qualche impressione da recensioni sparsi sui loro lavori precedenti. In diversi casi si imputava al prog€sto di non aver avuto quel gancio, quel colpo per attecchire nei nostri cuori, per diventare dei classici. Non lo so, non credo sia quello che lasciato En Roco aleggiare in questi venti e più anni, credo piuttosto sia stato un merito essere riusciti a lavorare onestamente, disco dopo disco, senza mai perdersi. Credo siano forse state le nostre orecchie distratte da altro ad esserci allontanati da cose semplici e speciali come queste. Ottima musica pop, molto semplicemente: ascoltatevi Osservando il silenzio per dirne una, irresistibile e fresca. Ogni brano si svela come piccola madeleine che ci fa ancheggiare, sorridere, riflettere, intenerire. Come la musica pop ha sempre fatto e dovrebbe sempre fare” Vasco Viviani – Sodapop.it

È targato En Roco al 100%, tra poesia e realtà, tra immaginazione e verità dove anche il dolore e lo smarrimento diventano strumenti per conoscersi. «Il titolo evoca il contorno gelido, oscuro, notturno, insondabile, inevitabile, che ognuno più o meno consapevolmente crea attorno a sé – racconta la band – un vuoto che può essere vissuto come un buco senza uscita o viceversa come un’occasione di risalita, l’inizio di un nuovo percorso personale per giungere a “vita nuova”. Ma c’è anche la noia di un quotidiano che si reitera senza tregua oppure il ripetersi di eventi che al contrario donano piacere. È un disco dai tanti volti»” Claudio Cabona – Il Secolo XIX