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Palliatives For Dirty Consciences - blankly

12/21
°M°081

01. Breakthrough
02. Rotten Trick
03. Pretexts
04. Back Home
05. Blankly
06. At The Crossroad
07. Sixteen
08. The Tunnel


all songs written by palliatives for dirty consciences
electronics by cristian maddalena
recorded, mixed and mastered at vdss recording studio by filippo strang
cover art by angelo murtas
special thanks to camilla perretti

The idea that permeates “blankly” is that nothing is decisive enough to be opposed to the historical absurd, there are only palliatives. The stubbornness of being in existence weighs down the consciences through the constant practice of evil.


Recensioni

Otto tracce che parlano dell’irrisolvibilità del presente attraverso un post-rock ponderato e dagli sviluppi efficaci. Merito ai palliatives for dirty consciences. Esperienza robusta quella dei palliatives for dirty consciences che, dopo circa cinque anni di formazione, approcciano la prima prova discografica in studio: si intitola “blankly”, e viene licenziata per MiaCameretta / Marsiglia Records. La proposta d’ascolto è formata da otto tracce che agiscono nel perimetro creativo dello shoegaze e del post-rock: in linea con mostri sacri del genere come Blonde Redhead, Pavement e Yo La Tengo, le tinte scure di questo registro espressivo entrano in collisione con atmosfere eteree, plasmando una sensazione da comfortably numb per le orecchie dell’ascoltatore. Un torpore che non coincide con vacuità, perché le suggestioni sonore mantengono una tensione costante che segue il saliscendi dei ritmi. Il tutto è contornato da un impianto di significazione importante, si possono solo applicare palliativi a quelle istanze che non presentano, storicamente, forma di soluzione. In tale contesto, l’ostinazione all’esistenza appesantisce le coscienze attraverso la costante pratica del male; per una lucida presa di posizione nei confronti del controverso presente. Questa band romana si è presa tutto il tempo necessario per confezionare il disco d’esordio, e per farlo bene: merito ai palliatives for dirty consciences che si presentano con un biglietto da visita assolutamente valido e che merita ulteriori sviluppi. A presto risentirci.” Giandomenico Piccolo – Rockit.it

L’idea che permea ”blankly“ è che non c’è nulla di risolutivo da contrapporre all’assurdo storico, ma soltanto palliativi. E l’ostinazione all’esistenza appesantisce le coscienze attraverso la costante pratica del male. Da qui un sound che mescola in modo originale l’alt rock più cupo degli anni Novanta, minimalismo e un post-rock/shoegaze non ortodosso, con richiami a band storiche quali Blonde Redhead, Pavement, Yo La Tengo e Mogwai. Brani più disperati e aggressivi quali back home o at the crossroad lasciano il posto alla rassegnazione di rotten trick o al contrasto beffardo tra musica e testi della title track. In chiusura del disco, the tunnel è una ballad tesa in cui i rumori agiscono da pessimo presagio.Impatto Sonoro – Anteprima

Licenza Creative Commons

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Based on a work at https://www.marsigliarecords.it/m081/.
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