Loading

m076_review

“Il duo veneziano math-rock sperimentale composto da Flavio Bevacqua e Carlo Zulianello, entrambi ex Trompe Le Monde, all’esordio con un caustico ep strumentale a base di feroce math rock che riporta ai Battles ma anche anche alle bizzarrie psych dei King Gizzard and the Wizard Lizard. Quattro brani diretti e abrasivi. Bravi.” Antonio Tony Face Bacciocchi – RadioCoop

“Batteria e chitarra distorta, tanto cuore e molta personalità per un ep che è sicuramente un punto di partenza per un qualcosa che pulsa nel nostro underground da tempo e che gruppi come i Tiger Flambè sanno cogliere molto bene.” Massimo Argo – Universi Metallici

“Ci troviamo oggi a recensire l’EP di un duo che ha deciso di osare. Un duo che ha deciso di sorpassare in qualche modo le barriere imposte dalle sonorità tradizionali, tentando qualcosa di nuovo. Con la decisione e la convinzione che per creare qualcosa di bello, di innovativo, di geniale… si debba per forza osare.” J. – Postrock.it

“Pazzoidi, groovy e fuori dagli schemi” Bibliomusique

“La fortuna è che in queste quattro tracce c’è molto di più, ed è tutto questo più che mi ha fatto innamorare di questo disco. (…) Qualità e stoffa non mancano. I concetti e le idee sono chiarissime. La carreggiata è libera da ostacoli e il percorso sembra essere iniziato nel modo migliore. Nonostante i fiori ben addobbati sul palco del gran varietà canoro in riva al Mar Ligure siano di anno in anno sempre più sbiaditi, le speranze di continuare ad ascoltare musica ben suonata, di qualità e ricca di spunti interessanti, non sono affatto perdute.” Simone Grazzi – Impatto Sonoro

“I quattro strumentali degli ex Trompe Le Monde Flavio Bevacqua e Carlo Zulianello disegnano un math rock istintivo su chitarra e batteria figlio dei Battles e di una presa diretta che tira dritto senza fermarsi agli stop, tra turbolenze scalene (Mata Hari, Monko) e rinterzi melodici (Kolumbo), fino all’orgiastico epilogo progressive di Zacatecas, galvanizzato dal sintetizzatore di Tommaso Mantelli.” Antonio Belmonte – Rumore Aprile 2021

“Nel primo episodio, la ricetta math-loopy scivola in saltellamenti dreamy che esplodono come fuochi d’artificio rumorosi ma, continuando l’ascolto, si scopre tanto e tanto di più. Mata Hari è fatta di ripetizioni che esplodono in momenti danzerecci, molto più decisi del brano d’apertura: una sorta di happy-math come colonna sonora martellante di un rave organizzato dal pulcino di Neo-Zealand Story. E ancora, Monko, terza fermata di un viaggio in continua salita, per ripetizioni acide boicottate da distorsioni che accelerano e degenerano in malattie new wave a volumi altissimi. C’è una vena nu-dance che si cela tra le distorsioni e che salta fuori ad ogni occasione buona: ci sono idee che non sfigurerebbero a fianco di gruppi come Aiming For Enrike e Socks And Ballerinas, per dj-set estremamente infuocati in cui, a ballare, c’è gente scatenata ed assolutamente non banale.” Karl Heinz Stock Hatso – Vuoto

“Si autoproclamano “math dance”, e ascoltandoli viene spontaneo dare loro ragione: tra stop improvvisi e soluzioni melodiche, i ritmi sostenuti la fanno da padrone e accompagnano l’ascolto in sedici minuti di debutto che lasciano il desiderio di ascoltarne ancora.” Isidoro Concas – Rockit.it

“Il Brand New di oggi è dedicato all’esordio dei veneti Tiger Flambé, duo composto dagli ex Trompe Le Monde Flavio Bevacqua (chitarra) e Carlo Zulianello (batteria) uscito per Floppy Dischi, Marsiglia Records, Dischi Decenti e Brigante Records. Quattro brani registrati e mixati da Tommaso Mantelli (Captain Mantell, Sick Tamburo, Il Teatro Degli Orrori) che fanno scoprire le doti compositive di due musicisti che si conoscono molto bene e sanno far tesoro di questa alchimia. Battles, Mood e Don Caballero sono i punti di riferimento citati nella press release a cui andrebbero aggiunti i Death From Above 1979 per l’indubbia esplosività del math rock dei Tiger Flambé, che alle trame puramente geometriche preferiscono slanci distorti ed elettronici ben evidenti nel singolo “Kolumbo” e nella colorata “Mata Hari”, con una parte centrale decisamente interessante e fortemente ritmata. Non a caso Bevacqua e Zulianello definiscono il proprio stile “Math Dance” e il loro entusiasmo è contagioso. Gioia musicale che trascina, toccando il culmine in “Monko” dove l’anima rock sfrenata prende il sopravvento e ravviva un brano infuocato, pieno di riff che dal vivo dovrebbero decisamente far faville. La conclusiva “Zacatecas” è la traccia in cui le varie anime (dance, math rock, elettronica) si fondono anche grazie alla partecipazione di Mantelli al basso, nascosto sotto il moniker AMA. Il massimo del divertimento insomma per un esordio che convince. ” Valentina Natale – Indieforbunnies.com

“Esordio incredibile e delirante per questo duo strumentale da Venezia, che dopo la grande esperienza nel progetto Trompe Le Monde si conferma sulle scene in maniera eccellente con questa nuova creatura dal sound math rock sperimentale. Il progetto Tiger Flambè vede i due musicisti Flavio Bevacqua e Carlo Zulianello cimentarsi nell’attento studio tecnico in fase di registrazione su un limbo sonoro, composto da chitarre martellanti, batteria spezzata con l’aggiunta di loop station per muri di effetti acidi. La miscela enorme di questo mini EP omonimo, prodotto dalle label italiane Floppy Dischi, Marsiglia Records, Dischi Decenti e Brigante Records, mette in risalto tutta la cultura musicale del duo, che si diverte a sperimentare il proprio sound in mondi già esplorati da progetti pazzeschi come gli americani Battles, con un’infinita dose di cambi imprevedibili, schemi fuori di testa e un groove di spessore a tratti melodico. L’apertura del singolo “Kolumbo” si innalza leggera, con colpi precisi di una batteria pesante come un macigno, avvolta dai cambi energici della chitarra spaziale di Flavio, per poi rallentare a singhiozzi su un bridge stupendo e matematico, impreziosito da loop infiniti. A seguire la follia continua il suo cammino sulle note irregolari di “Mata Hari” in perfetto stile virtuoso math rock. Il suo crescendo carico di adrenalina esplode di elettricità furiosa all’improvviso per poi lasciarsi andare su un passaggio meticoloso e complesso. Nella parte conclusiva un muro estremo di distorsioni chiude il brano. “Monko” è una traccia molto interessante, al suo interno troviamo sonorità misteriose dalle tinte orientali. Senza dubbio una delle composizioni più complicate, con uno studio perfetto e allucinato, e un cambio di ritmica nel finale che rende il brano leggermente più orecchiabile e godibile. Il lavoro viene impreziosito dall’attenta cura di Tommaso Mantelli (frontman dei Captain Mantell ed ex-bassista de Il Teatro Degli Orrori), un musicista visionario con le idee chiare, che collabora con un synth prezioso all’interno della traccia “Zacatecas” che chiude l’EP con un risultato devastante. Questo EP racchiude una filosofia unica, studiata alla perfezione, evidenziando uno studio e una conoscenza profonda della materia. Le quattro tracce travolgono l’ascoltatore con potenza chirurgica. Il puro divertimento creato dalle variegate strutture è qualcosa di particolare e di pregevole fattura, per palati sofisticati.” Simone Catena – Grindontheroad.com

“Quello dei due veneti è un dance-rock strumentale selvaggiamente sincopato e cosparso d’iridescenze chitarristiche elettro-minimaliste. (…) Di quel barocchismo supersonico ne fa un verbo dogmatico e algoritmico forse in sovrappiù, ma al contempo s’impone per la concisione, la pletora di timbri secchi e talvolta bizzarri, e una spinta a un nuovo possibile “fun” con leggerezza d’animo.” Michele Saran – Ondarock.it



Lascia un commento


Top