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m024_review


“fast listening non poteva essere titolo più appropriato per questo advance cdr degli speedy peones [leggetevi passata komarecensio], – band orientata da una sorta di trash/glam garage, da padova, – un ottimo quartetto capace di ritmi aggressivi ossessivi, cantato rancido eccitato, chitarre in acido, – al loro meglio anche se con soli 45 secondi di canzone (gt junior), guidati da un sinistro solo di batteria. – grand arab, ok ok? è dell’esplosivo caricato di estro, un rantolo di morte morso da tarantola, – percussivo e stellare, o come titola la stessa system solaire (nuova versione, già prima su boudoir inferno), – vengono da lontano, come quattro teste in fiamme. – testi in francese, inglese, spagnolo, – non perdeteveli” paolo miceli – komakino

“proprio un lavoro particolare. gli speedy peones ci propongono, all’interno di fast listening, cinque piccoli shoots hardrock/garage punk velocissimi e della durata massima di due minuti circa (gt junior è la più breve, circa quaranta secondi) che ci colpiscono in fretta con le liriche urlate in francese, suoni accellerati e taglienti, ed alcuni alienati, soprattutto in pause intro e outro. nonostante la brevità della loro incursione nelle nostre orecchie, l’impatto è stupefacente ed energetico, capace di scuotere durante una serata anche il più apatico degli ascoltatori – personalmente mi ricorda serate di pogo passate all’urlo (locale sassarese, ai tempi molto alternativo), dove la scaletta era scandita tra un brano degli tsunami bomb ed uno della soundtrack di pulp fiction. si rispecchiano vagamente in gruppi come new bombs turks, rancid, radio birdman e hellacopters, anche se la struttura musicale è più essenziale rispetto agli ultimi due. l’introduzione di sintetizzatori (quelli dai suoni alienati) ed alcune trovate, come la ripetizione in loop di alcune parti in systeme solaire, il break in stile vinile della voce in die neue kindheit e il pad che entra a metà di bleed, danno un tocco originale che si scolla dalle solite etichette – a proposito di etichette, l’unica cosa che mi ha lasciato perplesso, la copertina dell’album: proprio non trovo l’associazione tra la sua grafica e la musica contenuta all’interno dell’album! cover incompresa a parte, è un ottimo “chupito” pieno di ritmi e suoni forti che scuotono.” alessio deidda – genovatune.net