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Arriviamoci
I Gini Paoli



01. Le mani sulla città
02. Cryptoguru
03. Cousteau
04. Controra
05. Siesta permanente


°M°096 – 04/26
CDR


https://iginipaoli.bandcamp.com/

Arriviamoci, un manuale di resistenza urbana
All’ultima festa in spiaggia prima che il mondo bruci suona il nuovo EP de I Gini Paoli

Arriviamoci, il nuovo lavoro de I Gini Paoli, è un’estenuante catarsi che racconta la crisi r-esistenziale del nostro tempo, fatta di unioni, divisioni e riconciliazioni. Una dub iperattiva su percussioni tropicali che produce un incoraggiante senso di straniamento.

Arriviamoci non è un concept album e non chiede di esserlo. È un inno alla stanchezza che parla di potere, di lavoro e della calma che abbiamo perso attraverso continue intercettazioni, come se ci trovassimo su un campo di battaglia del secolo XX. L’EP de I Gini Paoli racconta il momento preciso in cui si sta per perdere tutto e, colti dalla disperazione, si ascoltano le parole di un improbabile Cryptoguru che ci vende l’illusione di poter rompere il sistema dall’interno.

I brani sono urgenti, nervosi, leggermente incazzati e schizofrenici. La tracklist nasce da jam session disinvolte,, tra aperitivi al mercato e integratori di magnesio e potassio. Nessuna filologia, nessun rispetto dei confini: il brano d’apertura Le mani sulla città dipinge una stasi politica e sociale allarmante in cui I Gini Paoli preparano l’occupazione abusiva di diversi ambienti musicali. Cousteau è una marcia tropicale attraversata da intercettazioni francesi, mentre nel singolo Controra un’intro tipicamente indie-rock viene smembrata da una dub insolente. L’EP si chiude in bellezza con Siesta permanente in cui la band si autoinvita a una festa di alto borghesi rubando la scena al DJ.

I Gini Paoli sono artisti anticonvenzionali. Senza droghe, nella totale assenza di consapevolezza dei loro mezzi, risuonano come un’eco lontana dei Kokoroko. In loro esplode il retrogusto di vino del discount del venerdì sera, quando la tenacia supera la lucidità. La loro musica ondeggia continuamente seguendo il ritmo della terra che solo loro sono in grado di vedere ad occhi aperti. Arriviamoci è un rimedio omeopatico all’attualità tossica, concepito più per vocazione naturale che per spirito civico.

Quanto è difficile convivere senza implodere? I Gini Paoli non promettono salvezza, ma la loro protesta è una reliquia emotiva ancora calda. È un invito operativo, ad arrivarci, tutti insieme. Stanchi, nervosi, disillusi, l’importante è arrivare. Perché la resa è elegante solo nei romanzi, e questo non è un romanzo: è una carovana che avanza, inconsapevolmente capace di fare ancora tanto rumore. Arriviamoci è il nuovo mirabolante EP de I Gini Paoli ed esce venerdì 17 aprile 2026 per Marsiglia Records. La fotografia della copertina, come anche quella del singolo Controra, è di Mattia Meirana: fotografo di cose normali.

I Gini Paoli sono Angelo Carta (chitarra e voce), Simone Aitara (dj, tastiere e synth), Gabriele Guerrini (percussioni), Carlo Silvestri (basso) e Mariasole Calbi (batteria): musica scritta da amici per futuri amici. Genovesi, dal nome totalmente casuale, si definiscono “una high school band che ha finito gli studi” in una relazione aperta con lo squatting che permette loro di vivere in un regime di convivenza naturale.

Il suono della band si compone di chitarre baleari che flirtano con il funk e percussioni tropicali in un ecosistema retto da relazioni umane vere, sopravvissute negli anni a euforia e affetto, ma anche crisi e litigi. La loro dialettica arguta e controculturale li ha portati a suonare in diversi locali e festival d’Italia tra cui Rock in the Casbah, Meraviglia Festival, Rock and Rhodes, Andalo Rock, Biko, Magazzino sul Po, Alberodonte.

Dopo 3 anni dal loro album Esotica Naturalizada (2023), i figli disconosciuti dal grande Gino tornano con il loro nuovo EP Arriviamoci, la loro protesta più rumorosa.