“Rospi e cicale in questo nuovo progetto cinematografico di casa a Marsiglia Records. Di musica per le immagini son pieni gli scaffali e da parte dei musicisti è necessario riuscire a dimostrare onestà, convinzione e freschezza per nuove ipotesi nell’ambito. Il selciato sul quale Rocco, Daniele, Sole e Simona (gravitando intorno a progetti come En Roco, Ask her out e Gini Paoli) si muovono e quello più jazz-latin-funk, con ritmi calienti, quasi sulfurei e sui quali è difficile trattenersi. Ma nulla è scontato nella musica e nel cinema, che non basta professarsi uomini e donne di genere per rispettarlo. I titoli dei brani sono indicativi e capita spesso che ritmi, gestualità ed ambienti si confondano e si mischino, ed infatti Cangrejo del Desierto sembra bestia che abbia subito migrazioni e mutazioni, considerando il tasso di ritmo africano fra le sue chele. Ormai le Cicale Cicale Cicale sono lanciatissime e piazzano groove ovunque, si veda la stabila degli elementi in continuità con quanto sopra. Si apprezza però maggiormente quando le carte vengono mescolate, come nel lounge spy seguente, che avrei visto benissimo per musicare Un samba per Sherlock Holmes di Jô Soares (a stima, che purtroppo non ho avuto occasione di rimirare ciò che Miguel Faria Jr ottenne nel 2001). Non ci convincono appieno le voci affastellate di Baxëa, o forse sotto la veloce favella è la musica a mancare del guizzo per sostenerla nel modo più giusto. È solo un momento, che la conclusiva Attila chiude al meglio la prima uscita di Cicale Cicale Cicale con una chitarra in flamenco doppiata da una tromba davisiana e da rintocchi secchi e precisi. Parrebbe essere notte, o forse sono soltanto i titoli di coda, chi lo sa?” Vasco Viviani – sodapop.it
“Eppure non è una citazione: Cicale Cicale Cicale. Appena uscito e presentato dal vivo a Genova, Bufo Bufo dei Cicale Cicale Cicale (che esiste solo in cassetta e in download) sorprende per freschezza e ritmo. Nessun imbarazzo a chiamarsi come una hit resa celebre da Heather Parisi per il gruppo, anche se una ricerca veloce sul browser porta inevitabilmente alla bionda soubrette televisiva… Quattro musicisti liguri – L’ensemble è formato da quattro musicisti liguri, provenienti da esperienze diverse: Daniele Vigo (Ask Her Out, McNamara Playground Heroes) al basso e alle sonorizzazioni; Maria Sole Calbi (I Gini Paoli) alla batteria; Simona Vaccari (Pragma Quintet) al sassofono e Rocco Spigno (En Roco, El Pelandro) alla chitarra e al piano elettrico. Bufo Bufo (Marsiglia Records) si autodenuncia come ‘’cinematic mediterranean library music’’ ovvero musica adatta a ‘’film che non esistono, suoni per immagini in movimento”, caratterizzata da un groove serrato ma non esclusivamente ballabile. Di certo le colonne sonore degli anni’70 e ‘80 sono stati per le Cicale un’ispirazione indiscutibile. L’spirazione piacevolmente retrò – Dai brani, piuttosto dilatati, emergono anche influenze più ricercate e note: un certo jazz-rock italiano del passato e del presente (Perigeo, Bassolino, Goblin, Calibro 35) e anche monumenti del post-jazz americano come i Lounge Lizards di John Lurie. Quindi, aspettatevi una godibile mezz’ora di musica strumentale, visto che parliamo di un EP, con basso e batteria furiosi e metronomici, mentre i solisti si alternano tra chitarra, sax tenore e piano elettrico. Nel disco appaiono anche l’oud di Attila Aksoj e la voce di Sara Piselli, mentre in Baxëa voci recitanti si rincorrono al di sotto del groove in modo volutamente indistinto. La veste curata della cassetta merita una menzione, cuore pulsante con un bel progetto grafico, pacchetto oggettoso più che media musicale, a meno che in soffitta non troviate un walkman d’epoca o non vi siate ancora liberati di quel quotatissimo ghettoblaster su Ebay…” Fausto Meirana – Tom Tom Rock
