Questo è
quello che la gente pensa di loro.
Io non penso niente, eh.
HIPURFORDERAI
La Peggiore Mezzora Della Vostra Vita
07/2007

"Hipurforderai: un nome che non vuol dire nulla, che non rimanda a nulla,
che sa un po' di mistero, che pare forse un verbo al futuro ‘tu hipurforderai,
un giorno’. Fondamentalmente, il dubbio che ci prenda per il culo ci viene.
Confezione scarna al limite della spazzatura (ma dal colore dorato sul nero,
in qualche modo elegante), fogliettino illustrativo a quadretti di 4x5 cm, CD-R
di 30': inaugura una nuova anagrammatica serie della gloriosa genovese Marsiglia
records, la Silagrima.
Un assalto di rumore bianco gratuito mi assale quando lo butto nel lettore,
rumore che pian piano si modula e scompare, per lasciare spazio, nel secondo
brano, a una non meglio identificata voce di zoccola (oibò, per un disco
del genere queste son le parole da usare, non siamo mica su RAI Educational)
che racconta di come si è portata a letto un tizio.
Seguono un litigio tra uno stronzo reazionario ed il suo meccanico, ansiogene
urla in reverse, vocette robotiche, un malato che bofonchia infantili schifezze
(non immaginereste mai da dove arriva la fonte!), il tutto rigorosamente in
italiano.
Una cosa è certa: di solito, mentre recensisco un CD, lo riascolto. In
questo caso, non mi è possibile. O scrivo, o ascolto. La componente vocale
è talmente potente, a suo modo, da rendere impossibile l'ascolto distratto.
Pare che l'idea che sottende a queste tracce, di certo non poetiche ma comunque
non superficiali, è quella di sbatterci in faccia alcuni aspetti della
realtà, della miseria umana, della cultura, di quello che ci capita intorno,
fino al punto di farci immobilizzare davanti a qualunque cosa stessimo facendo
prima di infilare il dischetto nello stereo, e farci pensare ‘ma in che
razza di mondo del cazzo viviamo?’
Il bello è che non credo che Daniele Guasco, l'autore di questa peggior
mezz'ora della nostra vita, sia del tutto consapevole dell'enorme curiosità
che suscita nell'ascoltatore il suo dischetto, né del potenziale destabilizzante
di una 'musica' che non si può ignorare. Senza contare che il sottofondo
sonoro è un insieme (ma non accozzaglia) di ritmiche sghembe, rantoli
distorti e melodie elettroniche di una malinconia tale che al confronto gli
Isan fanno allegria.
Strano 'sto disco, strano. Ad un passo dall'essere un'obiettiva puttanata, si
rivela invece una di quelle cose che riportano l'attenzione verso l’alto,
a tratti al prezzo di un'ansia pazzesca.
L'unico paragone che mi viene in mente è quello con colui che ha sugellato
il termine musica industriale, ossia quel Monte Cazazza che pochi conoscono
ma che nella sua lucida follia ha segnato il destino della musica deviata. Daniele
Guasco mi pare ad occhio e croce ancora più ironico e forse ci crede
un po' meno: meglio per lui, altrimenti potrebbe mettersi a collezionare foto
di genitali affetti da malattie veneree, come il suo illustre predecessore.
Invece credo sia ‘solo’ un divoratore di film, mp3 trovati in rete,
opere teatrali e qualunque altra cosa: tutto, nelle sue mani, finisce in un
frullatore di samples e questo è ciò che ne esce. Con un po’
di ossessività e ripetitività in meno la sua musica decollerà
senza dubbio: intanto dategli un ascolto." Matteo Uggeri
- Sands
Zine
"Il titolo suona più minaccioso di quello che sembra, un pò
come il doppio senso mancato di Lubrificarsi E' Bene (a dirlo è poi un
robot), o forse il mio livello di sopportazione è oramai mitrizzato dopo
anni di promo sbagliati alla persona sbagliata. In ogni modo Daniele Guasco
aka Hipurforderai si diverte a mettere in loop estratti di film impossibili
e spaccati di vita genovese, a volte girandoli al contrario (e quindi Il Diavolo
si chiama Gastone), musicandoli in elettronica, decostruzioni di ambient e glitch,
drumming vario, - direi alla fine anche ricercato nei sample, - e dove puoi
pure imbatterti nella giovane Giglia che Ti racconta la sua Voglia Mondiale
con uno sconosciuto come stesse parlando ai suoi amici durante l'aperitivo,
- oppure passeggiando per la via davanti ad un'officina puoi rimanere testimone
dell'inquietante Gli Stronzi di una Volta - pregna di un gusto sinistro di bruttezza
civile - battaglia fra le generazioni - non da poco. Sperimentale, o semplicemente
non curante di cercarsi un pubblico, un pò come lo stesso CDr che ha
una confezione non convenzionale, attaccato ad un pezzo di cartone con uno stencil
dorato come grafica, 50 copie numerate e poche info su un foglietto a quadretti,
- la SiLagrima rec è poi una costola della genovese Marsiglia. - Certo
l'Assaggiatore di Marmellata è da psicopatici. - Download gratuito, -
'non state a chiedere niente'." Paolo Miceli - Komakino