Chuck Norris Zen Solution Ensemble
(Genova)
Mat.Chitarra, Campionatore
Xander.Basso, Organo
tiXi.Synth, Xylofono
Martino.Batteria, Percussioni
Rob.Chitarra
Ale.percussioni
Salire su un palco.
Suonare.
Scendere dal palco.
E basta.
Due Cary Quant, un ex Noisext (tutti in Italia dovrebbero ricordare e custodire gelosamente il loro 7" sulla newyorkese PHP) e un ex High School Locker. A volte anche un Cardosanto.
Tra divagazioni pseudo psych alla Flying Saucer Attack, ritmiche freejazz che strizzano l'occhio al Gorge Trio e movimenti quasi Throbbing Gristle.
Improvvisare.
Gestire delle situazioni.
Pianificare.
Comparire.
Scomparire.
°M°007 Chuck Norris Zen Solution Quartet
The Thin Line Betweeen A Joke And A Joke
03/2002
°M°010 Chuck Norris Zen Solution Quintet
...And No One Had A Doubt
06/2002
da Il Mucchio Selvaggio(2-8 Aprile 2002)
Di tutt'altro taglio la proposta del CNZS4 che in "tTLbaJaaJ" propone due tracce
assai più sperimentali e ostiche, con basso e batteria a dettare il ritmo, la
chitarra a creare melodie ed arpeggi e un vecchio synth ad arricchire e/o disturbare
il tutto, mentre ciclicamente si sente, come nei miglior bootleg, il vociare del
pubblico presente alle registrazioni. Si perchè, ci eravamo dimenticati di segnalarlo,
si tratta di un live. Fra post e libera improvvisazione, un lavoro non privo di
spunti validi. Aurelio Pasini
da Aktivirus (Novembre 2002)
I Chuck Norris Zen Solution Ensemble oltre che ad avere il nome più assurdo che
mi sia mai capitato di recensire, sono anche gli unici a presentare due uscite
a brevissima distanza su Marsiglia. Essendo un ensemble di improvvisazione più
o meno aperto non c'è da stupirsi… Ecco quindi “The thin line between a joke and
a joke” e “…and no one had a doubt”. Il primo è un live registrato a mo' di bootleg,
con tanto di vociare del pubblico e rumori d'ambiente su cui si innestano le (psico)labili
e torrenziali improvvisazioni del gruppo. Per farvi un'idea di cosa producono
dal vivo basterebbe il commento di uno sconosciuto spettatore: “non ho capito
se per loro hanno iniziato oppure no”, tuttavia risulterebbe riduttivo in quanto
l'aleatorietà dei suoni è solo uno degli ingredienti che i nostri mescolano per
dare vita a sessioni ostiche e non sempre riuscite. Quello che manca ai CNZSE
è la bellezza del momento, fondamentale nell'improvvisazione, di qualunque matrice
essa sia. Per affrontare la loro seconda uscita, i CN diventano un quintetto e
diminuiscono in minutaggio per crescere in “organizzazione” (con quante più virgolette
vi possiate immaginare) e numero di tracce. La struttura si fa più orientata verso
il free jazz e la no-wave (quel funk schizzato della quarta traccia…) senza mai
perdere di vista la cacofonia, ovvio : ), e le strutture ritmiche incastrate e
spezzate. Senza dubbio lo zen ha fatto bene a Chuck Norris che si sta andando
verso lidi decisamente migliori. L.Brutti




















