Anais
(Genova)
Francesca.Voce
Alessandro.Chitarra
Matteo.Basso
Franco.Batteria
Cose che succedono.
I gruppi si formano.
Le persone cambiano
I gruppi si sciolgono.
Ma lo spirito passa dagli uni agli altri.
Gli Anaïs sono l'ultima forma dei Sybil, passando per i Chloe.
Il tratto che unisce è l'amore per delle canzoni e delle atmosfere delicate.
Un onesto rimanere a galla tra batterie spazzolate, chitarre e bassi sfiorati
e voci femminili che giocano a sussurrare.
Tra Velvet Underground, Galaxie 500, Damon&Naomi...
°M°006 Anais
Sottrazioni
02/2002
da Il Mucchio Selvaggio (2-8 Aprile 2002)
Il primo dei due riusciti dischetti in questione è "Sottrazioni" degli Anaïs,
contenente sei begli esempi di indierock velvetiano cantato in lingua italica
e dagli spiccati spunti melodici, resi alla perfezione da una voce femminile,
quella di Francesca Pongiluppi, languida e avvolgente, come del resto i delicati
tappeti musicali su cui si appoggia, ideali per un ascolto notturno, sia da soli
che in dolce compagnia. Peccato per una chitarra non sempre accordatissima, ma
nell'economia del tutto è un dettaglio neppure troppo significante. Aurelio Pasini
da Aktivirus (Novembre 2002)
Su altre coordinate si muovono gli Anais, canzoni delicate ed avvolgenti che non
superano di rado i tre minuti e accarezzano lo spazio con dolcezza ed intelligenza.
La voce di Francesca è fragile come le storie che racconta, sei episodi fra Velvet
Underground “periodo grigio” e chissà quanti altri gruppi che i nostri avranno
ascoltato in insonni mattine di primavera passate a ricordare e ad augurare il
bene. Nonostante la semplicità degli arrangiamenti, la musica degli Anais mantiene
sempre un carattere alieno, che la fa suonare sempre un po' estranea e straniante.
(7/10) L.Brutti




















